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Il personal branding è ciò che le persone dicono di te nel momento in cui hai lasciato la stanza.

Da questa citazione, possiamo ricavare la prima riflessione su cosa sia il Personal Branding: immagina di andare ad una festa, e di condividere col tuo gruppo di amici momenti insieme.

Cosa diranno di te dal momento in cui sarai andato via?

Ecco, prima ancora di lanciarci nella spiegazione del Personal Branding, voglio dirti che dal principio, dovresti porti una semplice domanda: “Chi sono?”. 

Per poter acquisire autorevolezza, professionalità e reputazione nel mondo online, è necessario che tu abbia consapevolezza su chi sia o su cosa ti appassioni: prima ancora di presentarti agli altri, devi conoscere te stesso.

Quali sono le cose che ti appassionano?

Quali sono i tuoi tratti distintivi?

Cosa pensano di te le altre persone?

Fatte queste premesse, cominciamo il nostro viaggio. 

Cos’è il Personal Branding ?

Personal Branding

Il Personal Branding consiste nella comprensione e valorizzazione delle capacità e qualità personali, attraverso un’adeguata comunicazione a un pubblico interessato. 

Perchè un amico o un’amica, un partner o un datore di lavoro ti scelgono? Attraverso un buon Personal Branding, puoi aumentare le probabilità che tu venga scelto dalle persone giuste.

Che intendo con questo? 

Dal momento in cui comincerai a comunicare ad un pubblico specifico, di netto allontanerai chi non è interessato a determinati argomenti che proponi e attirerai chi invece lo è. 

La non comunicazione è di per sè una comunicazione: ognuno di noi fa delle scelte, e dal momento in cui scegliamo di comunicare, selezioniamo anche un pubblico di spettatori specifico che seguirà il nostro spettacolo.

Ricorda: se è per tutti, c’è qualcosa che non va!

Attraverso la comprensione delle tue attitudini personali e la conoscenza e consapevolezza di certi argomenti, individuerai un segmento di mercato in cui affermarti. 

Spesso però, ognuno di noi ha alcune lacune che impediscono la corretta esposizione del proprio Personal Branding. Queste lacune spesso sono:

  • Empatia: entrare in contatto con l’altro in maniera profonda non è cosa da tutti i giorni. Per poter realmente comprendere quali sono i pensieri del tuo pubblico di riferimento e per non ferire i loro sentimenti in merito a certi argomenti, dovrai sviluppare una buona dose di empatia;
  • Cultura: Non puoi conoscere tutto. E’ normale, non possiamo sapere ogni cosa: mai come in questo momento, l’aggiornamento e la formazione continua sono essenziali per colmare questo tipo di lacuna. Il vero professionista, è colui che ha individuato ciò in cui eccelle, e l’ha approfondito e studiato a menadito. Non dimenticare però di avere una conoscenza trasversale (T – Shaped Formation);
  • Energia: spesso la routine di tutti i giorni ci impedisce di migliorarci. Facciamo tutto col minimo sforzo, non considerando che il nostro corpo e il nostro cervello hanno moltissima energia al loro interno. E’ necessario uscire dalla propria comfort zone per cambiare e migliorare la situazione;
  • Esposizione: comprendere come comunicare e come esporre ciò che sappiamo agli altri è forse uno dei primi passi da compiere lungo il percorso del Personal Branding.

Oggi, la battaglia che ognuno di noi sta conducendo, è quella per l’ATTENZIONE: il nostro obiettivo, è quello di catturare l’attenzione degli altri. Attenzione va a braccetto con tempo, dunque domandati perchè gli altri dovrebbero dedicare 5 minuti della loro vita a consumare i tuoi contenuti. 

Se sei simpatico, affidabile ed ispiri fiducia, allora è probabile che ti scelgano: “Alla gente non piace farsi vendere qualcosa, ma adora comprare”.

Insomma, ciò che dovrai fare è costruire una buona reputazione intorno alla tua figura: mettere in piedi il brand di sè stessi è una sfida tortuosa quanto affascinante.

Le 3 C del Personal Branding

Prima di passare alle strategie per fare del buon Personal Branding, voglio condividere con te la formula magica per portare avanti in maniera corretta e professionale questo percorso.

Voglio condividere con te quello che chiamo 3 C del Personal Branding, ossia:

  1. Costanza
  2. Condivisione
  3. Competenza

La prima C, è forse quella più importante: per portare avanti un progetto come questo, è necessario seguire la strategia comunicativa in modo stabile.

Abbandonare i propri fan da un momento all’altro, potrebbe comportare seri rischi per la tua immagine. 

Condivisione va di pari passo con fidelizzazione: dovrai creare contenuti ad hoc per il tuo target e condividerli con esso, affinchè le persone che ti seguono comincino a fidarsi della tua persona. Chiedi pareri e confrontati col tuo pubblico: questo è essenziale per instaurare un rapporto empatico con chi ti osserva.

Arriviamo all’ultima C, la competenza.

Con competenza, si intende il saper fare, l’agire pratico: troppo spesso, ci si sofferma solamente sulla conoscenza teorica.

Eppure ciò che interessa di più, sono proprio gli strumenti del mestiere e le metodologie.

Non serve che tu sia super mega informato su certi argomenti: è importante però, che quelle poche cose che sai, tu sappia padroneggiarle al meglio.

Se non sai spiegarlo ad un bambino, significa che non lo sai. (Cit. Albert Einstein)

La strategia per fare Personal Branding in modo efficace

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Hai mai sentito parlare del funnel del Personal Branding?

Il funnel del Personal Branding è un percorso di consapevolezza, dove l’utente, scoprendo e consumando i nostri contenuti, prende confidenza col nostro modo di pensare.

Man mano che le persone scendono lungo il nostro funnel, la relazione che costruiscono con noi si trasforma.

Ovviamente, ogni fase del funnel ha la sua strategia di content marketing correlata.

Ciò che rappresenta la prima occasione di contatto, sono i microcontenuti, come quelli che vengono pubblicati su Instagram

I microcontenuti, sono i post Facebook, i contenuti di Instagram, i tweet: servono per generare curiosità attorno alla nostra persona, per dimostrare valore e per attirare l’attenzione di chi ci ascolta.

Per renderti le cose più semplici, voglio semplificarti il funnel in questo modo:

Prima fase – Microcontenuti – Post social
Seconda Fase – Contenuti – Blog post
Terza Fase – Relazioni – Email

Come scritto nella tabella, possiamo suddividere il percorso in 3 fasi:

  1. Microcontenuti: è il momento in cui le persone entrano in relazione con te, ti conoscono. Qui avviene il primo approccio: è necessario presentarsi al meglio, e per farlo occorrono contenuti short – form e di valore. Con microcontenuti, si intendono ad esempio i post dei diversi social network (Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter);
  2. Contenuti: in questo momento, gli utenti cominciano a conoscerti, ad entrare in empatia con te e a condividere le tue opinioni. Vogliono saperne di più, vogliono approfondire ciò che accenni grazie ai post social: è il momento di donare blog post, articoli verticali in cui potrai instaurare una vera e propria relazione con chi ti legge;
  3. Relazioni: nell’ultima fase, la relazione è divenuta solida, fedele. E’ il momento di generare “rapport”, ossia relazioni: puoi cominciare ad utilizzare l’email marketing come strumento di comunicazione one to one utile per creare un rapporto profondo ed intimo con l’interlocutore. Sfrutta strumenti come Mailchimp o Getresponse.

Oltre a questa semplicissima struttura, puoi seguire queste mosse per costruire un Personal Branding degno di nota:

  • Apri un blog con WordPress per creare il cuore della tua comunicazione;
  • Facilita la condivisione dei tuoi articoli con gli Share Button;
  • Apri una pagina Facebook e comincia a postare contenuti che parlino di te, di cosa fai e del tuo percorso professionale;
  • Sfrutta Twitter per il microblogging;
  • Costruisci un profilo LinkedIn professionale e comincia a pubblicare contenuti che dimostrino le tue competenze in un determinato settore;
  • Apri un canale YouTube e produci video che avvalorino la tua conoscenza e competenza: i video restano i contenuti più coinvolgenti;
  • Utilizza Instagram per catturare l’attenzione coi microcontenuti.

Chiaramente, non devi utilizzare per forza tutti i canali: scegli quelli in cui si trova il tuo pubblico e quelli più adatti a te per ciò che produci a livello di contenuti.

Gli elementi per far funzionare il tuo Personal Branding

Dopo aver visto la strategia per costruire un buon Personal Branding, voglio elencarti alcuni elementi indispensabili per il tuo percorso:

  • Vision: fai capire agli altri qual è il tuo intento, dillo apertamente e in modo costante;
  • Costanza: ne abbiamo già parlato prima, ricordi?;
  • Condivisione: è necessario che tu condivida le tue idee e i tuoi messaggi con la tua audience;
  • Concretezza: parla di una conoscenza teorica ma poi fai un raffronto con qualcosa di pratico, magari un case history;
  • Comunica per le persone: usa un tone of voice diretto, sei simile al tuo target di riferimento;
  • Cattura e polarizza l’attenzione: trasmetti le tue opinioni, i tuoi pensieri in maniera netta. Cerca di trasmettere la coerenza del tuo brand;
  • Rete: alimenta il tuo network costantemente creando contenuti in linea col tuo personal branding;
  • Storytelling: l’elemento più potente di tutti sono le storie. A tutti piacciono le storie, dunque non dimenticarti di raccontarle.

Puoi trovare questi elementi in un video di Francesco Agostini su YouTube

Perchè è essenziale avere un Personal Branding ?

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Rispondo alla domanda del nostro paragrafo così: secondo una ricerca del 2018 condotta dall’associazione dei direttori delle risorse umane AIDP (Associazione Italiana Direzione Personale), circa il 71% delle aziende italiane ha ricercato informazioni su Internet dei diversi candidati .

Principalmente vengono utilizzati per la ricerca Linkedin (92%), Facebook (34%), YouTube (2%) e Twitter (18%).

Ormai non basta più il semplice curriculum vitae: attraverso i social network, i responsabili delle risorse umane possono comprendere il nostro stile di vita e il contesto in cui ci muoviamo. In questo modo, per le aziende, sarà molto più semplice selezionare profili in linea con la loro immagine.

Al giorno d’oggi ormai, le conversazioni avvengono soprattutto online: non puoi perdere l’opportunità di instaurare una relazione solida col tuo pubblico che passa moltissimo tempo sui social network.

Come dice Pablo De Echanove, “Il Personal Branding è l’unico modo per garantirsi un lavoro…Attraverso i social network e il blog, è possibile dimostrare il proprio valore come esperto e raggiungere migliaia di persone”.

Inoltre, la nostra identità digitale, deve essere il più vicino possibile alla nostra vera identità. Costruire un Personal Brand non significa creare un personaggio falso ed effimero.

I vantaggi della creazione di un Personal Brand sono:

  • Differenziazione 
  • Autorevolezza
  • Unicità
  • Trasmissione delle proprie competenza
  • Professionalità
  • Maggiori opportunità lavorative

Strumenti e libri utili

Voglio lasciarti uno strumento utilissimo per partire da 0 col tuo Personal Branding: sto parlando del Personal Branding Canvas (clicca sul link).

Attraverso questo strumento, porrai le basi per la tua comunicazione.

In più, voglio consigliarti una serie di libri che approfondiscono il tema Personal Branding:

  • Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari
  • Promuovi te stesso di Riccardo Scandellari
  • La mucca viola di Seth Godin
  • Personal Branding con i social media di Luigi Centenaro

Conclusioni

Abbiamo compreso che il Personal Branding non si discosta da ciò che siamo noi realmente: comunicare un’identità falsa ed effimera non ci porterà da nessuna parte.

Al contrario, trasmettere i nostri valori, le nostre storie e ciò che ci rende unici, ci permetterà di emergere dalla massa.

Il tuo obiettivo deve essere quello di costruire un marchio, unico e riconoscibile: sfrutta la potenza del content marketing per farti strada lungo la via del Personal Branding.

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Francesco Vitiello

Sono laureato in Comunicazione Pubblica e D’impresa alla Sapienza e sono un libero professionista che si occupa di Digital Marketing e Social media marketing.Il mio obiettivo è quello di far comprendere il marketing online a tutti.

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