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Passiamo circa 1/3 del nostro tempo a guardare contenuti video: con oltre un miliardo di utenti attivi, YouTube è la piattaforma di video sharing più conosciuta al mondo.

Il colosso Google, quando l’ha acquisita, sapeva bene che questo social network sarebbe diventato il cavallo di battaglia per chiunque volesse fare video marketing

Per moltissimi brand, YouTube è divenuto un portale fondamentale per la propagazione dei loro messaggi attraverso il formato video.

Per fare YouTube marketing, sono necessarie alcune competenze e conoscenze di base: vediamole insieme! 

YouTube Marketing: parti dalla ricerca

La prima cosa da fare, è analizzare: analizza il contesto in cui agisci, i competitor del tuo settore, come si muovono e che tipologia di video realizzano.

Poi passa al tuo target: qual è la Buyer Persona, ossia l’identikit di chi è interessato a ciò di cui vuoi parlare?

E’ uno studente? Un professionista? Legge e si informa tutto il giorno? Lo fa saltuariamente? 

Queste osservazioni sono fondamentali anche per costruire da 0 il proprio prodotto: se pensi che il tuo pubblico voglia contenuti brevi perchè vuole ottenere molte informazioni in poco tempo, procedi con contenuti di questo tipo su social media come Instagram o Facebook per poi dirottare gli utenti interessati all’approfondimento su YouTube.

In questo modo, riuscirai a costruire una fan base di utenti realmente affezionati a te e a ciò che tratti.

In questo senso, puoi sfruttare le YouTube Analytics, le quali permettono di ricavare dati macroscopici come i video più visti e quelli che hanno generato maggior engagement. Se utilizzate correttamente, permettono di visualizzare anche dati come il Watch Time (ossia per quanto tempo è stato visto un video o, in media, i video del canale, parametri utilizzati da YouTube quando si tratta di stabilire il ranking dei singoli contenuti).

Sfrutta questi dati per ricavare informazioni anche sulla provenienza del traffico o sulla demografica degli stessi: elementi utili per creare la Buyer Persona.

Partiamo dalle basi: crea il tuo canale e carica un video

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Partiamo dalle basi: come si crea un canale YouTube?

Prima di creare un canale YouTube, devi avere o creare da 0 un account su Google: questo perchè YouTube fa parte del mondo Google, e per poter accedervi devi essere un membro Google.

Dopo aver creato il tuo account Google, segui questi passi:

  • Vai su YouTube, clicca in alto a destra su Creator Studio;
  • Clicca su Crea Canale, scegli il Nome e la Categoria;
  • Seleziona un’immagine per il profilo e un’immagine di copertina (sono fondamentali per avere una buona presentazione);
  • Descrivi il tuo canale nella sezione Informazioni;
  • Inserisci un link che rimanda agli altri canali social;
  • Vai in Canale – Avanzate e seleziona il paese e le parole chiave del canale (sono importanti per aiutare YouTube a posizionare il tuo canale per determinate parole chiave).

Dopo aver creato il canale YouTube, non ti resta che caricare il tuo primo video:

  • In alto a destra del tuo canale, trovi un bottone con scritto CARICA;
  • Seleziona il tuo file da caricare;
  • Imposta titolo, descrizione e tags (I tag YouTube sono parole e frasi che descrivono il tuo video e danno maggior contesto per aiutare le persone a trovare il tuo contenuto);
  • Puoi anche selezionare una copertina per il tuo video YouTube (creala con Canva o Photoshop).

Per quest’ultimo aspetto, ricordati che buona parte delle views arriva dai video suggeriti: una copertina ben fatta, può attivare click e dunque views.

7 passi per aumentare gli iscritti al tuo canale

Dopo che YouTube ha cambiato i termini per ottenere la partnership e dunque per monetizzare (ne parliamo dopo), aumentare i propri iscritti al canale è diventata una vera e propria ossessione.

Per questo motivo voglio elencarti 7 semplici mosse per far sì che il tuo canale aumenti nel corso del tempo il numero di iscritti:

  1. Ottimizza i tuoi video lato SEO: gli spettatori devono poter trovare il tuo video su YouTube, dunque utilizza strumenti di ricerca di parole chiave noti come Google Keyword Planner, Ubersuggest, Keyword.io. Quest’ultimo ha una sezione dedicata proprio a YouTube, utilissima per avere una visione sulle ricerche fatte;
  2. Crea contenuti di qualità: dopo aver studiato il tuo pubblico, cerca di comprendere quali siano i loro interessi, bisogni o desideri per creare un contenuto ad hoc per loro. Nel caso in cui i tuoi contenuti non vanno, prova a cambiare format, a migliorare la qualità dei video o ad intervistare potenziali spettatori per comprendere cosa vorrebbero vedere;
  3. Sfrutta le CTA: ogni contenuto fa parte di un’ecosistema più grande del tuo progetto, dunque ognuno di essi dovrebbe avere un obiettivo specifico. Quell’obiettivo lo decidi tu, e devi essere tu stesso a guidare l’utente verso l’azione;
  4. Interagisci coi fans: YouTube premia quei canali il cui tasso di interazione va di pari passo col numero di iscritti. Dunque ricordati di rispondere ai commenti dei tuoi fans, di porre domande e risolvere problemi. Nessuno si iscriverebbe ad un canale il cui fondatore si trattiene dal rispondere agli utenti;
  5. Inserisci un widget sul tuo sito/blog: se hai un sito web o un blog, puoi inserire un widget di rimando a YouTube sulla sidebar. In questo modo gli utenti potranno visitare il tuo canale YouTube anche attraverso il sito web;
  6. Collaborazioni e featured channels: cerca creatori con un audience simile alla tua o che può essere interessata al tuo messaggio e stringi collaborazioni. Così facendo, ti farai conoscere dal pubblico dei tuoi collaboratori e comincerai ad ottenere views organiche;
  7. Costanza: decidi una cadenza di pubblicazione che ti permette di essere costante e cerca di mantenerla. YouTube non premia chi realizza 50 video al mese e poi smette per quello seguente di pubblicare, ma dà soddisfazioni a chi pubblica anche 2 video a settimana con costanza nel corso del tempo. 

Per le aziende, i video maggiormente performanti sono:

  • Testimonianze: chi lavora al’interno dell’azienda, può mostrare il volto umano della stessa ed entrare in contatto diretto col consumatore. Il dialogo che si instaurerà tra i due creerà trust e dunque retention nei confronti dell’azienda;
  • Opinioni degli ambassador: gli stessi clienti sono una fonte vitale per promuovere un brand. I video con i clienti fedeli del brand che divengono dunque ambassador dello stesso sono altamente coinvolgenti;
  • Tutorial e dimostrazioni d’uso:  la domanda che un consumatore si pone più frequentemente, del resto, è come utilizzare un prodotto e non c’è, ovviamente, soggetto più credibile del brand in questione per rispondere;
  • Video motivazionali: gli utenti vogliono essere continuamente ispirati dai propri brand, dunque i video motivazionali rimangono ancora altamente performanti. Meglio ancora se utilizziamo protagonisti noti e dall’alto carico emotivo.

I migliori software per montare video

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I software di cui ti parlerò sono quelli più utilizzati dai content creator, dunque puoi anche trovare community con membri che dibattono su dubbi e best practices legate al tema.

Partiamo dal dividere i software in 3 tipologie:

  1. Gratuiti (Imovie e Windows Movie Maker)
  2. A pagamento (Screenflow e Camtasia)
  3. Avanzati – a pagamento (Final cut Pro X e Adobe Premiere Pro)

Suddivideremo i software anche da chi ha Apple o Windows: 

  • Imovie: per chi utilizza Apple, Imovie è un app gratuita che presenta notevoli vantaggi per il montaggio dei video. Anzitutto è semplicissimo da usare, permette di creare dei montaggi piacevoli in poco tempo. Gli svantaggi maggiori sono lo scarso grado di personalizzazione e la non possibilità di modificare i pre – set per l’esportazione;
  • Windows Movie Maker: grosso modo presenta stessi vantaggi e svantaggi di Imovie, e anch’esso è gratuito;
  • Screenflow: software a pagamento per chi usa il Mac, permette di registrare ciò che accade sul monitor, di aggiungere sottotitoli e transizioni, di agire sull’immagine modificandone il contrasto e la saturazione;
  • Camtasia: software per chi ha Windows, permette di utilizzare anche animazioni di base. Sostanzialmente è assai simile a Screenflow;
  • Final Cut Pro X: permette di utilizzare effetti professionali, supporta vari formati video e plugin di terze parti ed inoltre è compatibile con altri 2 programmi di Apple, ossia Compressor  (converte i filmati da un formato ad un altro) e Motion (quest’ultimo permette di modificare e creare da 0 titoli, transizioni semplici ed animazioni in 3D);
  • Adobe Premiere Pro: sicuramente, è lo strumento più professionale per chi vuole realizzare dei montaggi ben fatti. Fa parte del pacchetto Adobe, pacchetto che comprende anche After Effects ed altri tool. Il costo si aggira intorno ai 24€ al mese per singola applicazione o 70€ se vuoi accedere a tutto il pacchetto Creative Cloud.

Come ottenere la monetizzazione su YouTube

Nel 2018 circa, YouTube ha cambiato le condizioni per ottenere partnership con i content creator: per stringere collaborazioni col colosso di Google, ora occorrono 1000 iscritti al proprio canale e circa 4000 ore visualizzate di video sul canale negli ultimi 12 mesi. 

1000 iscritti è un grosso traguardo per qualsiasi creator, per questo voglio darti alcuni consigli pratici per far sì che non venga scoraggiato dall’obiettivo da raggiungere:

  1. Suddividi le 4000 ore in micro – obiettivi più semplici: invece di ragionare in termini annuali, prova a suddividere le ore mensilmente e in base al tempo di visualizzazione medio dei tuoi video cerca di capire quanti ne servirebbero per arrivare a quel traguardo;
  2. Costanza: cerca di pubblicare almeno due contenuti a settimana. Come abbiamo già detto in precedenza, YouTube premia chi adopera strategie sul medio – lungo termine mantenendo una certa costanza nella pubblicazione;
  3. Sfrutta il potere delle dirette: attraverso le dirette puoi interagire coi tuoi fan e far conoscere ancor di più il tuo progetto da vicino. I fan spesso sono entusiasti all’idea di seguire i contet creator in tempo reale e interagire con loro: comprendi dal principio quali sono gli obiettivi della tua diretta, ad esempio potresti sfruttarle per rispondere alle domande dei tuoi fan e per portarli nel dietro le quinte; 
  4. Fai attenzione al contesto: il singolo video serve a ben poco se non si dispone di un canale YouTube ben organizzato e che rispecchi valori e mission aziendali. Tutto, dalla scelta dell’immagine di copertina dei tuoi video, all’organizzazione di playlist e alla compilazione di didascalie chiare ed esaustive che rendono migliore l’esperienza utente;
  5. Accedi alla panoramica Analytics di YouTube Studio: nella scheda delle metriche principali, fai attenzione a parametri quali Tempo di visualizzazione, Iscritti e Visualizzazioni. Poi verifica e controlla la Durata di visualizzazione media, le Impressioni, la percentuale di clic delle Impressioni, i Mi Piace e il Tempo di visualizzazione

Conclusioni

La strada per costruire un canale YouTube con 1000 iscritti è ricca di soddisfazioni e scivoloni: come tutte le cose, solamente agendo potrai capire realmente se il percorso che stai intraprendendo ti porterà a raggiungere i tuoi obiettivi.

Quello di YouTube, è un argomento particolarmente vasto e complesso, impossibile da descrivere in modo dettagliato nello spazio di un solo articolo. Fortunatamente, però, per chi fosse interessato ad approfondire, esistono numerose scuole specializzate e qualificate come Digital Coach, che offrono corsi in YouTube and Online Video Marketing. 

Come BONUS FINALE, voglio lasciarti inoltre una lista di tool super utili per far crescere il tuo canale YouTube:

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Francesco Vitiello

Sono laureato in Comunicazione Pubblica e D’impresa alla Sapienza e sono un libero professionista che si occupa di Digital Marketing e Social media marketing.Il mio obiettivo è quello di far comprendere il marketing online a tutti.

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