fbpx

E se stessimo perdendo l’attenzione verso ogni tipo di messaggio pubblicitario? E se la miriade di pubblicità che ogni giorno siamo abituati a subire passivamente c’ha resi inermi dinanzi a tali messaggi?

Ormai siamo diventati assai abili ad ignorare i messaggi pubblicitari che ci bombardano di continuo. Riusciamo a comprendere sin dal principio quando dietro alle parole di qualcuno, si nasconde “la pubblicità”.

Ma se la pubblicità si nascondesse all’interno di quei contenuti che in poco tempo sono in grado di catturare la nostra attenzione?

Esistono dei contenuti che racchiudono il messaggio pubblicitario?

Ovviamente si, e si chiamano Branded Content.

Ne hai mai sentito parlare?

Continua a leggere per sapere cosa sono e per scoprire alcuni casi di successo. 

Branded Content: cosa sono veramente

Cerchiamo di non fare confusione. 

La traduzione italiana di Branded Content è Contenuto Sponsorizzato: quest’ultima definizione potrebbe cogliere in inganno i lettori, poichè qui si sta parlando di contenuti brandizzati.

La spiegazione dettagliata dei Branded Content è questa: “sono dei contenuti originali creati dai brand (o su loro commissione) per comunicare i valori legati all’identità del marchio”.

Lo stesso istituto BCMA (Branded Content Marketing Association) attesta l’importanza dei Branded Content. La BCMA è l’organismo di settore nato nel 2003 che studia nel dettaglio i contenuti sponsorizzati.

Quest’organismo ha il compito di studiare i casi di marketing per comprendere cosa sia e cosa non sia il Branded Content.

Ma per capire ancora meglio la definizione di Branded Content, forse dobbiamo definire dal principio cosa siano i contenuti.

Cosa sono i contenuti

Per content si intende qualunque tipo di prodotto di comunicazione che abbia una sostanza informativa, che contenga in sè un messaggio utile a chi lo riceve. Insomma il content deve dare qualcosa a qualcuno, che sia un’informazione, dell’intrattenimento o un’emozione.

Si distingue dal messaggio pubblicitario perchè non è caratterizzato dall’intento esortativo o della chiamata all’azione tipici dell’advertising.

Il content è un prodotto di comunicazione che ti racconta qualcosa che ti può interessare o emozionare, ti istruisce su un argomento o un tema, ti intrattiene divertendoti, facendo leva sull’empatia e sulle sensazioni primarie.

I contenuti possono essere di vario genere:

  • Articolo di giornale
  • Comunicato stampa
  • Comunicato radio
  • Podcast
  • Post
  • Video 
  • Un evento pubblico
  • Post social virale

Torniamo ai Branded Content

branded content

I Branded Content hanno la capacità di farsi riconoscere facilmente: riescono ad oltrepassare lo schema cognitivo secondo cui ogni messaggio sia comunicazione attraverso le leve dell’engagement e dell’emozione.

Questi contenuti attraggono lo spettatore, gli forniscono informazioni, gli regalano un’esperienza piacevole e coinvolgente. 

Lo spettatore associa il valore al contenuto, il contenuto al brand: il gioco è fatto. E’ questo il compito dei Branded Content.

I dati forniti da Forbes e IPG Lab sui contenuti brandizzati, evidenziano come a quest’ultimi venisse attribuito dagli utenti uno scopo educativo. 

Solitamente per gli utenti la pubblicità ha scopo meramente commerciale: non è il caso dei Branded Content ovviamente, poichè quest’ultimi riescono ad ingaggiare le persone attorno ad un sistema di credenze. 

Branded Content & Content Marketing: qual è la differenza?

Ora come ora ti starai chiedendo quali sono allora le differenze fra Branded Content e Content Marketing: fai bene a pensarlo, ma ci tengo a dirti che non sono la stessa cosa. 

Essi differiscono principalmente per i seguenti motivi:

  • Il formato: i Branded Content si presentano spesso sotto forma di foto o video, mentre il Content Marketing utilizza anche articoli, podcast, infografiche;
  • I Branded Content hanno un’anima più emozionale che punta al cuore mentre il Content Marketing è razionale, tende ad informare;
  • I Branded Content punta maggiormente al customer engagement, mentre il Content Marketing mira più alla conversione;
  • I contenuti brandizzati fanno parte di campagne con un obiettivo chiaro e preciso che hanno un inizio e una fine, mentre il Content Marketing è una strategia continua.

L’efficacia dei Branded Content

I Branded Content sono meno invasivi, meno fastidiosi, meno interruttivi.

Già la BCMA segnalava che il 95% dei siti web costruiti con questo tipo di contenuti, aveva più successo rispetto a quelli che ospitavano forme di display advertising, e su più di un caso su 4, aumentava l’intenzione di acquisto dei visitatori.

Specialmente gli utenti più giovani, quelli appartenenti alla generazione Z, apprezzano maggiormente i Branded Content.

Sempre secondo Forbes e IPG Lab, i contenuti brandizzati sono in media due volte più efficaci nello stimolare il ricordo spontaneo e il ricordo indotto dal brand.

Per quanto riguarda invece la user experience, i siti che ospitano guest post (secondo i dati 2017 Branded Content Benchmarks Report) hanno un tempo di lettura medio pari a 73 secondi e una percentuale di scrolling del 74%: anche il tasso di conversione è assai elevato.

Un paio di esempi concreti

Nulla può spiegare quanto detto quanto la dimostrazione concreta di ciò che abbiamo discusso fino ad ora. 

Per questo motivo, voglio parlarti di due casi concreti di contenuti brandizzati. 👇🏻

1. Il caso “Dove Real Beauty Sketches”: emozionare il target insegnandogli qualcosa su di sé

Conosci questo video realizzato da Dove nel 2014 ? 

Gil Zamora, artista forense dell’FBI, è stato chiamato dalla Dove per partecipare ad un interessante esperimento. 

Il disegnatore di identikit ha composto un doppio ritratto di alcune donne, il primo basandosi sulle descrizioni che esse facevano di sé e il secondo su quelle di un’altra persona che le aveva incontrate lì per la prima volta.

Il risultato è all’interno del video. 

2. L’impresa di Felix Baumgartner per Red Bull

Red Bull ha sicuramente portato il concetto di contenuto brandizzato ad un livello superiore, facendone un vero e proprio business.

“Red Bull ti mette le ali” recita il loro celebre slogan, ed ecco che allora la bevanda viene promossa attraverso la sponsorizzazione di attività che spingono gli atleti coinvolti a superare i propri limiti, come il Red Bull Cliff diving, una competizione di tuffi da altezze spropositate.

Per capire di cosa stiamo parlando, ti consiglio di guardare il video.

Conclusioni

Ora sono gli utenti stessi che selezionano per sè cosa vedere e cosa no.

Catturare l’attenzione dello spettatore risulta essere sempre più difficile ed inoltre a concorrere questa battaglia sono in moltissimi.

D’altronde attenzione può significare coinvolgimento, interesse, vendita.

Il consiglio che il team di Nowsocial si sente di dare è questo: nella creazione dei contenuti, l’utente deve essere considerato il fulcro, il centro.

Basta quindi con studi di target generici, ma piuttosto diamo un nome e cognome a quella persona che vogliamo mirare, studiamone gli interessi, i comportamenti e l’età.

Ognuno è diverso dall’altro ed è la diversità a renderci unici.

Per restare informato e seguire gli sviluppi di Nowsocial, iscriviti alla newsletter. 

Please follow and like us:

Francesco Vitiello

Sono laureato in Comunicazione Pubblica e D’impresa alla Sapienza e sono un libero professionista che si occupa di Digital Marketing e Social media marketing.Il mio obiettivo è quello di far comprendere il marketing online a tutti.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error

Condividi il post sui tuoi canali social.