Il menù e la sua psicologia: 5 azioni per guidare il cliente

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Hai mai pensato che le scelte fatte all’interno di un ristorante o di un locale, siano condizionate da fattori esterni? Hai mai sentito parlare del menù engineering, la scienza che progetta i menù per sedurci?

Quando si va in un locale, la prima cosa che si nota, oltre all’arredamento e alla sua qualità, è il menù.

Anzi, mi verrebbe da dire che, ora come ora, il menù è la prima cosa che le persone osservano.

Fai attenzione quindi che i tuoi canali digitali presentino con chiarezza il menù (o i menù) del tuo ristorante.

Sarà la prima cosa che le persone concretamente cercheranno.

Per imparare i segreti di questa nobile arte psicologica e comprenderne le dinamiche, continua a leggere l’articolo. ??

INDICE

Parole, font del carattere e quantità di opzioni: cosa conta davvero per il tuo menù

La seduzione si gioca anche grazie alle parole: rendere più appetitoso e accattivante un piatto con la ricchezza lessicale, fa tutta la differenza del mondo.

Facciamo un esempio: attirerebbe maggiormente la tua attenzione una voce sul menù con sù scritto “filetto scottato” o una con scritto “filetto di Angus scozzese nutrito con erba e patatine al rosmarino” ?

Usare nomi descrittivi di piatti, fa aumentare le vendite del 27% , specialmente se questa descrizione attribuisce provenienza specifica agli ingredienti.

E’ consuetudine comune ormai per le persone accertarsi della provenienza e della qualità del cibo che mangiano.

Come afferma Charles Spence – docente di psicologia sperimentale e percezione multisensoriale all’Università di Oxford – “Dare un nome al contadino che coltiva le verdure o specificare la razza di un maiale può aiutare ad aggiungere autenticità a un prodotto”. 

Insomma, le parole riescono a rendere il tutto più attraente: qui si innesca la connessione profonda fra cibo e psicologia.

In questo senso però, non sono solo le parole a determinare le scelte d’acquisto del consumatore: anche il modo con cui sono scritte tali parole, ossia il font, gioca una partita importante.

Per esempio, il carattere corsivo ci fa pensare a un cibo di qualità, raffinato.

La scelta del font, oltre a quella delle parole da utilizzare, è dunque il secondo passo da compiere per la stesura di un menù: ricordiamoci di usare un font coerente col resto della brand identity.

Arriviamo al numero di opzioni a loro disposizione: troppe voci creano l’indecisione del cliente, il quale poi si troverà a scegliere sempre la stessa cosa (magari quella che costa meno).

Secondo Gregg Rapp, guru americano del menu engineering, 5/7 piatti per categoria vanno bene, 3 è la perfezione.

Questo perché?

Anzitutto con 3, max 5 opzioni, renderai semplice la vita al cliente e potrai inoltre lavorare qualitativamente sia sulla presentazione dei piatti, sia sulla marginalità degli stessi.

Trucchi psicologici per il tuo menù

Il menù del ristorante o di qualsiasi attività del settore food & beverage, è lo strumento per eccellenza in grado di guidare (se ben costruito) le scelte del consumatore.

I menù è un po’ come un biglietto da visita: se mal ridotto e poco curato, sortirà sicuramente effetti negativi.

Vediamo insieme quindi 5 modi per influenzare le scelte del cliente grazie al proprio menù.

1. Il paradosso della scelta

La vita è fatta di scelte.

E anche quelle fatte al tuo locale possono orientare il giudizio finale.

Hai un menù con troppe voci e i tuoi clienti si ritrovano a scegliere sempre il solito? Voglio ribadirti che i tuoi clienti dispongono di una quantità limitata di spazio all’interno della loro memoria: stiamo parlando della cosiddetta memoria “a breve termine”.

Un numero elevato di opzioni presenti, aumentano l’ansia e la difficoltà nel gestire la scelta.

Cosa sceglie quindi il nostro cliente? Il piatto più economico? Il piatto che gli dà quel senso di novità? Oppure il solito piatto?

Per poter arginare questo famoso “paradosso della scelta”, i locali sono soliti raggruppare gruppi di informazioni simili in blocchi: dunque una categoria per i burger, una per i fritti, una per i pokè ecc…

E sul numero di opzioni per categoria?

Abbiamo detto prima che studi scientifici del menù engineering, ci dicono che 5/7 scelte sono il numero corretto.

Sei sicuro che il tuo cliente non resterà con l’amaro in bocca dopo aver provato “il solito”?

2. Gioca l’effetto esca

L’effeto esca è una tecnica di marketing usata per influenzare il comportamento finale d’acquisto delle persone portandole a scegliere il prodotto e/o servizio col prezzo maggiore facendole apparire come quello più vantaggioso.

Ovviamente per fare ciò, la terza opzione deve essere comparata ad altre 2 proposte, di prezzo minore.

Capiamolo meglio con un esempio ??

Spesso i fast food (come Mc Donald’s) sono soliti applicare questo principio, giocando con le loro proposte:

  • Patatine fritte 3,00€
  • Hamburger 5,00€
  • Patatine + Hamburger 7,00€

Questo è un chiaro esempio di effetto esca, il quale circa 8 volte su 10, sembra sortire effetto positivo, portando il cliente ad optare per la terza opzione.

Ciò che gioca un ruolo determinante per l’effetto esca in questo caso, è la proposta di mezzo, la quale fa percepire la proposta combo (patatine + hamburger) un vero affare.

In questo scenario dunque, il formato medium (hamburger a 5,00€) rappresenta l’effetto esca, concepito per rendere il formato “large” più attrattivo per i clienti.

3. Fai attenzione ai simboli nel tuo menù

Quando parliamo di semantica, facciamo riferimento all’ecosistema che mette in relazione segni e simboli, e al loro seguente significato.

All’interno del menù quindi, certi segni possono essere usati per comunicare determinate cose (es. gluten free, vegan, pesce fresco ecc).

Rivolgiamo ora l’attenzione però sul simbolo che più di tutti caratterizza un menù, ossia l’€.

Una voce di un menù, affiancata dal suo prezzo, può essere scritta nei seguenti modi:

  • Pasta … 12€
  • Pasta…12,00€
  • Pasta…12,00
  • Pasta…12

Possiamo notare dal principio come il simbolo dell’euro, dia maggior evidenza alla portata ed esprimi dominanza.

Spesso il simbolo € viene associato alla perdita, poiché significa che c’è qualcosa da pagare.

E’ necessario dunque mettere il simbolo € accanto alle voci del proprio menù?

Dirottiamo le scelte del cliente verso direzioni diverse.

4. Sfrutta le testimonianze

Ci fidiamo del parere delle persone a noi care, di quelle che siamo abituati a vivere ogni giorno, quelle vicine a noi.

Hai mai pensato di inserire le testimonianze positive di alcuni dei tuoi clienti all’interno del menù?

Tutti scelgono ciò che è già stato apprezzato da qualcun altro, è l’effetto “lo voglio anch’io” oppure “prendo la stessa cosa che ha preso lui/lei”.

Perchè non incoraggiare gli utenti a recensirci sulle piattaforme che contano?

Come Trip Advisor o la scheda Google My Business: inserendo dei rimandi all’interno del menù, dopo la propria esperienza presso il tuo locale, il cliente sarà maggiormente indirizzato.

5. Aumenta la spiegazione dei piatti e rimuovi il simbolo €

Abbiamo già detto prima quanto può essere dannoso per la psicologia del cliente stesso vedere affianco alle voci del tuo menù il simbolo €.

Molti studi hanno dimostrato che le persone sono propense a spendere di più in posti dove nel menù è assente il simbolo €.

Questo perché non c’è la percezione di perdita, bensì di esperienza positiva.

Quest’ultima può essere facilitata e arricchita dall’uso sapiente di descrizioni accurate e dettagliate.

Queste renderanno l’esperienza più appagante e ricca di aspettative.

Dulcis in fundo

Abbiamo visto quant’è importante il menù per le attività del mondo food & beverage: mai sottovalutare questo strumento.

Noi di Now Social ci occupiamo della realizzazione grafica e tecnica di un menù, dall’impostazione delle voci alla costruzione dello stesso dal punto di vista visivo.

Per saperne di più, rivolgiti a noi

 

 

Scritto da

Francesco Vitiello

Sono il Co - Founder & Digital Strategist di Now Social, network di professionisti del Digital a supporto delle PMI italiane.

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