Digitale & PMI: intervista a chef Paolo Trippini

Tempo lettura: 4 min

Le PMI (piccole e medie imprese) costituiscono la colonna portante del panorama imprenditoriale italiano. Tradizioni secolari, aziende familiari e anni di lavoro e passione devono ora fare i conti col processo di innovazione che sta pian piano coinvolgendo tutti.

La digitalizzazione delle PMI appare spesso come una missione impossibile da superare; eppure noi vogliamo vedere l’altro lato della medaglia, parlando di digitalizzazione delle PMI come opportunità da cogliere.

Per questo motivo, intervistiamo i protagonisti che sono sul campo, nonché titolari di PMI provenienti da ogni parte d’Italia: il confronto verte sul tema “Digitale & PMI”. L’obiettivo è quello di cogliere lo stato di consapevolezza del tema al fine di sensibilizzare il cosiddetto “Top Management”.

Il viaggio comincia in Umbria, precisamente dalla roccaforte di Civitella del Lago: il primo a salire a bordo è lo Chef Paolo Trippini, titolare del Ristorante Trippini, terzo di una generazione di ristoratori (circa 56 anni di storia), membro dell’associazione Ambasciatori del Gusto italiani e associato JRE (Jeunes Restaurateurs Italia).

Qui di seguito riportiamo le domande fatte allo Chef umbro con le sue risposte.

L’intervista: Chef Paolo Trippini – Digitale & PMI

“Buongiorno Chef, vogliamo sapere da parte tua cosa rappresenta per te il Ristorante Trippini”

Il Ristorante Trippini come già si percepisce dal nome rappresenta la famiglia, per me è sinonimo di casa. Ogni giorno insieme alla mia famiglia portiamo avanti questa azienda per crescere e ottenere nuovi risultati. 

“Quanto senti tue le tematiche della circolarità, della sostenibilità e dell’economia di vicinato? Quali iniziative stai intraprendendo o hai già intrapreso per portare avanti queste cause?”

Queste tematiche hanno sempre fatto parte di questo ristorante, sin da quando lo conduceva mio padre. Per noi si trattava semplicemente di guardarsi intorno e valorizzare i produttori e le botteghe locali. Tutto è sostenibile perchè la raccolta e l’approviggionamento di materie prime sono appunto legati alle vicinanze, e tutto questo crea una circolarità fra le materie prime e poi fra le persone.

Il nuovo format Humburger, il pop up aperto qui a Civitella del Lago, consacra proprio questo tema: utilizziamo solo prodotti di vicinato, gli hamburger vengono preparati dal macellaio di paese, le farine sono umbre, le birre in carta sono locali (Orvieto), le verdure provengono dagli orti di Orvieto del Re Sole (azienda locale). 

Circolarità che poi ci ha portato a creare anche altri progetti legati al tema. 

“Quali sono i partner che ruotano attorno al Ristorante Trippini e con la quale avete un rapporto costante e giornaliero?”

I partner con cui abbiamo un rapporto costante sono sicuramente Giuliano Tartufi, uno dei maggiori produttori e cercatori di tartufo umbro; il Re Sole, ortofrutta di Orvieto; piccoli produttori di formaggio come il Caseificio Montecristo; moltissimi piccoli produttori della zona di Orvieto.

“Qual è la tua missione da chef?”

Per me questo lavoro è tutto, secondo me faccio il lavoro più bello del mondo, probabilmente non saprei fare altro. Per me fare questo lavoro è un piacere, un divertimento. La cosa più bella del mio mestiere che segue subito dopo è il racconto della nostra cultura gastronomica: noi stessi dobbiamo essere i primi a raccontare ciò che facciamo. E’ fondamentale far capire alle persone cosa mangiano, il tipo di lavoro che c’è dietro. La nostra missione è quindi quella di fare cultura gastronomica, a livello generale.

A livello personale, questa cultura gastronomica vorrei condurla sul “prodotto Umbria”: ritengo sia una delle regioni più ricche dal punto di vista dei prodotti, troppo spesso poco valorizzata. Il lavoro che quindi noi come chef, come camerieri, come ambasciatori del gusto dobbiamo fare, è proprio quello di divulgare questa cultura gastronomica raccontando ogni minimo dettaglio. 

“Qual è la percezione che hai del panorama digitale? Come pensi possa aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi?”

Il digitale è da sempre un mondo che mi affascina. Ho sempre cercato di seguirlo il più possibile, pensando alle volte di condurre alcune attività anche da solo. Ma da soli si può fare ben poco, come nella cucina del resto. E’ una nuova professione, quindi è diventata una parte molto importante del nostro lavoro. Per noi è come avere una persona in cucina in più, che conduce questo tipo di lavoro in modo professionale.

Il digitale per me è importante, è un settore in continua evoluzione e a noi sta dando molto. La percezione da quando ho delle persone che mi seguono, è chiaramente cambiata: il digitale quindi ha lo scopo di raccontare il nostro mondo al meglio.

Il digitale diventa un tramite per connettere la nostra realtà anche con chi magari non può raggiungerci immediatamente. 

“Quanto vedi inserito il tema del digitale nel tuo settore? Quali pensi possano essere i benefici che il digitale utilizzato a livello di comunità di imprese, possa portare?”

Il digitale è inserito e si sta inserendo proprio perché per noi è fondamentale raccontare al meglio ciò che facciamo. Il nostro compito è quello di sfruttarlo nel modo migliore: l’importante però, è non perdere il contatto umano che solo l’offline può dare. Il rischio è quello di magari far vedere cose che poi non corrispondo al reale. Lo scopo finale di queste attività in fondo è quello di portare gli utenti in azienda: il rapporto quindi fra offline e online deve corrispondere. Non si deve creare distacco fra digitale e realtà. 

L’equilibrio è fondamentale, come in tutto. Il troppo in generale stroppia. 

La mia più grande preoccupazione è quello di diventare quindi troppo mediatico e poco reale. Lo scopo del digitale per me è quindi quello di raccontare al meglio la realtà.

Conclusioni

Puoi seguire lo chef Paolo Trippini sul suo canale Instagram che trovi qui.

Noi ci vediamo alla prossima.

Scritto da

Francesco Vitiello

Sono il Co - Founder & Digital Strategist di Now Social, network di professionisti del Digital a supporto delle PMI italiane.

Commenti | Nessun commento

Lascia un commento