Bandwagon Effect: cos’è e come utilizzarlo

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Cos’è il Bandwagon Effect?

Il Bandwagon Effect, anche detto “Effetto Carrozzone”, è un modo particolare per indicare quel fenomeno psicologico e sociologico che si verifica quando le persone adottano specifici comportamenti o effettuano determinate scelte solo perché la maggioranza fa lo stesso, ignorando le proprie convinzioni, preferenze e desideri.

Il nome deriva da un episodio storico che avvenne durante la campagna elettorale americana del 1848: l’attore e comico Dan Rice sosteneva il candidato alla presidenza Zachary Taylor e, dato che al tempo non c’erano ancora i mass media, per fare campagna elettorale decise di organizzare una parata con carri e musica (Band e Wagon per l’appunto) che avrebbe percorso tutto il paese.

Durante gli eventi il comico invitava le persone a salire sui carri per ascoltare meglio la musica e divertirsi, da qua nasce infatti la popolare espressione “Jump on the bandwagon”.

Gli eventi ebbero così tanto successo che negli anni successivi molti candidati alla presidenza fecero lo stesso.

In sostanza, l’effetto in questione descrive quello che in psicologia viene chiamata mentalità di gregge, ossia l’istinto che hanno gli esseri umani di uniformarsi alle caratteristiche del proprio gruppo, il quale poi si traduce nella società odierna nel conformarsi alla moda del momento o seguire i trend più diffusi.

Perché ci conformiamo agli altri?

Spesso il fatto di uniformarsi alla massa viene visto come un fattore di debolezza, di insicurezza, di incapacità di pensare con la propria testa, tuttavia non è sempre stato così.

Nei tempi in cui l’uomo doveva raccogliere frutti e andare a caccia per sopravvivere, ha capito una cosa: se si è in tanti è più facile procacciare il cibo, aiutarsi e scacciare i pericoli, mentre da soli è più facile morire.

Questo semplice, ma efficace ragionamento si è sedimentato col tempo nel nostro DNA, sviluppandosi nelle società moderne che tutti conosciamo. “L’unione fa la forza” non è solo un detto, è una prerogativa di vita…

Mi spiego meglio.

Il fatto che la nostra sopravvivenza sia legata al gruppo e che ciò sia impresso nel nostro codice genetico rende la situazione opposta non desiderabile. Quindi, la solitudine viene recepita dal corpo come una malattia, il cervello capisce che c’è qualcosa che non va.

Di fatti, la solitudine (quella vera) ci rende più deboli e ha diversi effetti negativi sulla nostra salute psichica e fisica, come:

  • Alterazione delle funzioni cerebrali
  • Progressione della malattia di Alzheimer
  • Malattie cardiovascolari e ictus
  • Diminuzione della memoria e dell’apprendimento
  • Aumento dei livelli di stress
  • Peggioramento dei processi decisionali
  • Abuso di Internet e social media

bandwagon effect

Quali sono gli effetti del Bandwagon Effect?

Con il tempo abbiamo imparato che conformarci alla maggioranza ed essere accettati dal nostro gruppo di riferimento è la decisione migliore per la nostra sopravvivenza.

Ai giorni nostri, spesso ciò si traduce nel fatto che quando ci troviamo in situazioni di incertezza e non sappiamo cosa fare o magari non abbiamo tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione, guardiamo gli altri, per prendere spunto o per imitarli.

Mia nonna diceva sempre “Se non sai dove andare a mangiare, segui le persone”. Ovviamente intendeva dire che i posti più affollati, generalmente, sono quelli dove si mangia meglio.

Questo è un classico esempio di Bandwagon Effect: ci ritroviamo in una città a noi sconosciuta, non abbiamo tempo né voglia di controllare 120 recensioni su internet e perciò ci affidiamo al nostro naturale istinto di gruppo.

Perciò, non sempre la mentalità del gregge ha un impatto negativo su di noi.

Altri effetti

Questo effetto permea la nostra vita di tutti i giorni più di quanto immaginiamo: la capillare diffusione degli IPhone e dei Mac, i Jeans, la FIAT 500, i social network sono tutti esempi di effetto carrozzone.

Alle persone piace far parte della squadra vincente e segnalare la propria identità sociale in modo da riconoscere i membri del proprio gruppo.

In economia ciò consente ai consumatori di risparmiare tempi e costi del reperimento delle informazioni, facendo affidamento sulle opinioni e sui comportamenti degli altri. Un classico esempio di quanto detto sono le recensioni dei prodotti o i forum specializzati.

Ma il non voler essere esclusi o uniformarsi alla maggioranza non riguarda soltanto i beni di consumo. Ci sono diversi ambiti in cui questo effetto è abbastanza evidente:

  • In politica, i sondaggi possono essere “corretti” per mettere in risalto un partito o un candidato rispetto ad un altro avversario. Spesso nelle settimane antecedenti ad una votazione veniamo bombardati da statistiche e sondaggi sulle intenzioni di voto e questo è un modo perfetto per convincere alcuni indecisi a dare un voto utile al papabile vincitore;
  • In finanza, questo effetto è la causa di molteplici bolle speculative poiché più persone acquistano un determinato titolo o azione (salgono sul carro vincente) e più il prezzo dello stesso aumenterà, spingendo altri a emulare il comportamento. Esempi di ciò sono le famose bolle immobiliari (1991 e 2007) e la bolla dot-com;
  • Nello sport assistiamo spesso ad una folla esultante di persone che urla e sbraita per la squadra del cuore o per il proprio atleta preferito. Osserviamo migliaia di persone che indossano le stesse magliette, sciarpe, colori, tatuaggi, bandiere e striscioni. Questi oggetti sono un modo per mettere in evidenza il proprio gruppo di appartenenza e trovare più facilmente chi la pensa come noi e ha le nostre stesse preferenze.

Come usare il Bandwagon Effect nella tua impresa

Quindi, cosa può fare il proprietario di un negozio, di un e-commerce, un ristoratore o un freelance?

La scelta è semplice: mostra ai tuoi clienti che non sono gli unici a venire da te.

Ciò si può fare in diversi modi in realtà:

  • Attivare i pop-up che mostrano agli utenti quando qualcuno ha acquistato qualcosa sul tuo sito web;
  • Far vedere quante persone sono attualmente attive sul sito/blog;
  • Mostrare il numero delle recensioni dei prodotti o porle in maggiore evidenza;
  • Avere delle vetrine luminose o vetrate che fanno vedere quanti clienti sono all’interno del negozio o ristorante o fare dei post/stories che mostrano quante persone sono entrate nel tuo locale durante quella giornata.

TripAdvisor, GoogleMyBusiness e i forum/gruppi Facebook che parlano di argomenti specifici sono il miglior punto di partenza per far vedere alle persone che ti cercano online che esisti, che molte persone sono già venute in contatto con te e, soprattutto, che hanno avuto un’esperienza positiva.

Quindi, chiedi ogni tanto ai tuoi clienti di lasciare una recensione positiva, un po’ come fanno le App dopo che le usi per un pò di tempo.

Se invece volessi orientare le scelte dei consumatori verso determinati prodotti potresti mettere in evidenza o aggiungere etichette “il più acquistato”, “il più popolare”, “le persone di solito scelgono/guardano anche…”.

Così facendo i clienti più indecisi potranno far affidamento sul comportamento degli altri per reperire le informazioni di cui hanno bisogno per terminare l’acquisto.

Questi sono esempi un po’ generici e che magari già utilizzi.

Per trovare la strategia giusta per te dovresti chiederti: “Qual è quella cosa che contraddistingue la maggior parte dei miei clienti e che potrebbe farli sentire parte di una community?”

Conclusioni

Puoi collegarti col nostro Salvatore De Marco qui.

Scritto da

Salvatore De Marco

Sono Salvatore, ho 20 anni e studio economia alla LUISS. Da un paio di anni, oltre agli studi universitari, ho cominciato ad interessarmi di marketing e dell'economia comportamentale.
Adoro studiare e scoprire cose nuove e, in particolare, capire il perché. Questa voglia di novità mi ha portato alla Digital Combat Academy dove, oltre ad aver conosciuto persone fantastiche, ho mosso i primi veri passi nel mondo del digital.

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