Digitale & PMI: intervista a La Clarice

Se c’è un settore che oggi sta facendo i conti con la digitalizzazione più di ogni altro, questo è il settore Horeca.

Moltissime attività di questo comparto hanno conosciuto ed implementato diversi asset digitali per restare al passo coi tempi.

C’è chi ha introdotto menù digitali con scansione QR code, chi software gestionali per gestire meglio i flussi conversazionali coi propri dipendenti, chi ha sviluppato Ecommerce o ha cominciato a commercializzare i propri prodotti su Marketplace.

Oggi parliamo con una giovanissima azienda Umbra: precisamente, intervistiamo i 2 fondatori (Diego e Davide Narcisi) a capo di questa neonata realtà che si sta distinguendo sul territorio per via delle tecniche innovative apportate al settore dell’agricoltura.

L’intervista: La Clarice – Digitale & PMI

“Chi è La Clarice, cosa fate e da quanto siete nati? Parlateci un po di voi”

Tutto nasce dal nostro orto sinergico, quest’ultima parola è molto sentita nel nostro settore. Nello specifico ha a che vedere con una tecnica che si chiama “permacultura”. Abbiamo ripreso in mano il terreno di nostro nonno (abbandonato a se stesso dopo la sua scomparsa) ed abbiamo deciso di dar vita, durante il periodo del COVID, a qualcosa di unico.

Abbiamo quindi pensato di rivalutare il terreno di nostro nonno, cercando di rivalorizzare il tutto partendo dal concetto di permacultura. Siamo in 2, mio fratello (laureato in agraria) ed io (laureato in lingue): abbiamo unito le forze per dar vita ad una nuova avventura.

Con “permacultura” si intende un approccio sostenibile all’orto, ossia l’obiettivo è quello di andare progressivamente a ridurre l’impatto dell’uomo con quella che è la coltivazione agricola. Non si prevedono attrezzi pesanti, ne interventi con macchinari di un certo spessore. La permacultura si fa forza con la comunicazione che avviene tra le specie (le piante).

Per creare questa comunicazione, è necessario ricreare all’interno di un piccolo pezzo di terra, una biodiversità molto forte: le piante devono essere associate in maniera positiva.

In sintesi cosa facciamo: permacultura, biodiversità, ricerca della qualità del prodotto massima senza l’utilizzo di fertilizzanti chimici.

Un pò di storia dei fondatori…

Siamo mio fratello (30 anni) ed io (28 anni). Nella nostra vita abbiamo avuto formazioni diverse: io ho studiato lingue a Perugia e lui ha intrapreso un percorso nella facoltà di agraria.

Siamo entrambi ex musicisti di un vecchio gruppo rock. Abbiamo vissuto a Milano, Roma e in altri ambienti grazie al nostro progetto musicale. Ci ha sempre affascinato il discorso di evadere dalla nostra piccola terra per cercare fortuna fuori.

La Clarice è il progetto che invece prende piede da tutto ciò che è quotidianamente vicino a noi.

“Per un’azienda neonata come la vostra, qual è la prima cosa che avete fatto dal punto di vista della comunicativo per farvi notare”?

Le strategie vere e proprie si sono formate nel corso del tempo.

Abbiamo pensato che questo lavoro si fa prima di tutto fisicamente: si lavora con prodotti di un certo tipo, materiali. Il legame che si crea fra la persona che compra e chi vende, è un legame dal principio fisico. Inizialmente era importante sapersi comunicare offline.

Nei primi giorni di attività, abbiamo invitato molti ristoratori per far sì che loro potessero studiare un loro menù sulla base dei nostri prodotti. E abbiamo fatto questo prima ancora di comunicare online.

Volevamo dare la precedenza al rapporto reale.

La comunicazione digitale però è ciò che ci ha distaccato dai nostri competitors: lavorando sul nostro maggior canale di comunicazione (Instagram) e sul packaging, abbiamo creato una piccola identità aziendale da poter rivendere ai nostri clienti.

Fa tutta la differenza del mondo vedere il contadino che ti porta il sacchetto con gli ortaggi rispetto a chi come noi lo inserisce all’interno di una scatola brandizzata.

Materiale biodegradabile, logo e erbe impacchettate nel nostro stile: si è creata un enorme quantità di UGC (contenuti generati dagli utenti, ossia i clienti stessi).

Quindi in sintesi:

  1. Relazioni Pubbliche;
  2. Cura dell’immagine aziendale;
  3. Creazione dei canali social e successiva comunicazione.

comunicazione

“Qual è la percezione che avete della comunicazione digitale? Quali strumenti ritenete necessari per la vostra azienda”?

Nel nostro piccolo business plan iniziale, abbiamo pensato più o meno a 3 fasi di transizione che si susseguono l’una dopo l’altra:

  1. L’orto è una specie di organo produttivo. Funziona esclusivamente per la produzione di specie (piante ed erbe). La nostra finalità è quella di lavorare con le attività commerciali (ristoranti). Momentaneamente siamo solo B2B (business to business);
  2. Oltrepassiamo il mercato del B2B e sbarchiamo sul B2C, dunque arriviamo noi stessi al consumatore finale. L’idea è quella di trasformare La Clarice in un luxury brand. Segue la creazione di un Ecommerce che oltre a comunicare ciò che facciamo, ci permette di vendere immediatamente al cliente finale;
  3. Riusciamo a muoverci sulla vendita dei prodotti e strutturiamo un vero servizio: organizziamo guide didattiche all’interno del nostro orto per i turisti in cui sono incluse una spiegazione dettagliata di ciò che facciamo ed un giro di degustazione con i prodotti dell’orto.

“La partecipazione alle fiere di settore è sicuramente una ottima strategia per far conoscere la propria azienda. Conosci la pratica del networking? Se sì, come la stai applicando”?

In questo momento siamo in una fase di stallo per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi clienti.

Dopo una prima parte in cui abbiamo approcciato a circa 10 clienti effettivi, abbiamo un attimo frenato l’attività di networking per stabilizzare l’attività produttiva e per far evolvere al meglio i rapporti già creati.

Fino a circa un mese e mezzo fa però abbiamo cercato di allargare la rete di contatti tramite i social media: stories, comunicazione del prodotto molto verticalizzata e packaging brandizzato ci hanno portato molti occhi addosso.

Da un giorno all’altro, ci siamo trovati i ristoratori all’interno dell’orto.

I clienti acquisiti sono stati attirati in tempi molto brevi fra loro.

Siccome il nostro lavoro ha a che fare molto col rapporto umano, questi rapporti creati stanno portando nuovo lavoro e nuovi spunti per la nostra attività.

Stiamo per esempio realizzando un orto al ristorante Il Frantoio ad Assisi: il lavoro è cambiato, ha aggiunto delle tappe. Sempre all’interno di questa struttura, si è parlato di realizzare delle Cooking Class coi prodotti dell’orto.

Tutto ciò sta diversificando il nostro lavoro.

Attraverso lo scambio relazionale si stanno creando quindi nuove opportunità.

Di base, dobbiamo dire grazie al mondo del digitale per averci dato una spinta importante sin dall’inizio.

Conclusioni

Puoi approfondire la conoscenza della realtà La Clarice su Instagram.

Scritto da

Francesco Vitiello

Sono il Co - Founder & Digital Strategist di Now Social, network di professionisti del Digital a supporto delle PMI italiane.

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