Google Ads Start: piccola guida per chi comincia da 0

Google è stato visitato 62,19 miliardi di volte nel corso del 2019 (Similarweb).

Il 7,2% del traffico Google proviene da chi ricerca sul Browser il termine “Google”.

Il motore di ricerca elabora 3,5 miliardi di ricerche ogni giorno secondo Internetlivestats, per un totale di ben 40.000 domande al secondo.

Volevo partire dai dati, perché dinanzi loro, ogni teoria o assunto è più fondato e ricco di dimostrazioni.

Ad oggi Google rimane il motore di ricerca più utilizzato al mondo (seguono Bing e Yahoo): va da sè che strumenti pubblicitari come Google Ads, rappresentano il trampolino di lancio perfetto verso i propri clienti.

Google Ads è lo strumento pubblicitario messo a disposizione da Google per svolgere campagne PPC (pay per click) all’interno delle reti di Big G.

Questo articolo vuole introdurre il tema ed illustrare alcune teorie di base fondamentali per comprendere l’argomento Google Ads a pieno.

Vediamo insieme Google Ads Start. 👇🏻

INDICE

Il mondo dell’advertising, che sia Google o Facebook, ha posto nei confronti di utenti ed advertiser un modello di comprensione delle ricerche online.

Le 2 tipologie di domande individuate sono:

  • Domanda consapevole
  • Domanda latente

Nel primo caso, come dice la parola stessa, parliamo di una ricerca consapevole compiuta da un utente che è alla ricerca di un prodotto/servizio che soddisfi un suo bisogno.

Facciamo un esempio: “dove comprare scarpe Adidas” – “cerco barbiere in zona Cavour per taglio oggi”

Questi esempi rappresentano al meglio la domanda consapevole: l’utente ha bene in mente cosa vuole e lo sta cercando.

La domanda latente invece, riguarda tutti coloro che si trovano in una fase informativa (non hanno deciso nulla).

Le domande poste al motore di ricerca sono del tipo: “come perdere peso in una settimana” – “fare ginnastica a casa”.

Come puoi notare, l’utente è alla ricerca di informazioni che poi magari lo porteranno ad un acquisto in seguito (ma al momento della ricerca, non ci sono le intenzioni).

Per stimolare la domanda latente, si usano le Facebook Ads e le campagne su rete Display di Google.

Introduzione al mondo Google

Partiamo dal principio.

Alla base del funzionamento di Google Ads, coesistono 3 elementi:

  • Gli inserzionisti
  • Gli utenti
  • Google

I primi si occupano di creare e condurre le campagne, Google gestisce le aste pubblicitarie ed i posizionamenti degli annunci mentre gli utenti cliccheranno su di essi.

Quali sono i  vantaggi di uno strumento come Google Ads:

  1. Puoi scegliere il target finale accuratamente. Selezioni anche il target di posizionamento;
  2. Hai un controllo continuo dei costi;
  3. Misurazione del successo e dati sempre alla mano;
  4. Gestione delle campagne regolare e definita tramite il Gestore Clienti.

Le tipologie di campagne

Ora vediamo insieme quali sono le diverse tipologie di campagne messe a disposizione da Google Ads:

  1. Rete di ricerca: campagne con tipologia di annunci esclusivamente testuale. Molto performanti nell’intercettare la domanda consapevole;
  2. Rete Display: sfrutta lo spazio che alcuni siti web e app “affittano” a Google per posizionare i nostri annunci. Possono essere costituiti da testo, banner animati e non. Molto utilizzata per fare brand awareness e remarketing. Il formato di annunci che fa da standard in questa tipologia di campagna è quello degli “annunci adattabili”;
  3. Campagne Video: comprendono gli spazi della Rete Display e YouTube (sfruttate molto in fase di brand awareness). Campagne con un CTR mediamente basso, l’utente ha imparato a riconoscerle e skipparle. I formati di annuncio disponibile sono: Trueview In Stream – Discovery Trueview – Bumper;
  4. Campagne Google Shopping: gli annunci sono generati automaticamente in relazione alle info che Google Ads prende da un feed prodotti inserito nel Merchant Center di Google. Al loro clic, l’utente viene rimandato alla scheda prodotto del relativo Ecommerce;
  5. Campagne per App: la pubblicazione degli annunci avviene sulle reti Display, di ricerca e su YouTube. Si dividono in 1. Campagne per l’installazione delle app 2. Campagne universali per app.

Metriche base di Google Ads

Adesso arriviamo agli elementi che più di tutti dovrai tenere d’occhio durante la creazione delle tue campagne e la loro gestione: sto parlando delle metriche.

Ecco la lista essenziale:

  • Impressioni: numero di volte in cui l’annuncio viene visualizzato. Quando si parla di impressioni, si intende il numero di visualizzazioni che un annuncio riceve. Vengono conteggiate quando l’annuncio viene pubblicato a seguito di una ricerca;
  • Clic: effettivi clic sugli annunci. Dato che sta alla base di metriche come il CTR, CPC, CPCm (vedremo fra poco cosa sono);
  • CTR (Clic Through Rate): clic totali / impressioni totali (es. ho 30 clic e 3000 impressioni, ho un CTR dell’1%. I fattori chiave che possono determinare il CTR sono:
  1. Tipo di corrispondenza (delle parole chiave)
  2. Qualità dell’annuncio
  3. Performance dei competitor
  4. Posizione media dell’annuncio
  5. Presenza di estensioni
  6. Percezione dell’URL
  • CPC (Cost per click): quanto paghiamo per ogni clic su un nostro annuncio. Riconosciamo:
  1. CPC MAX: il massimo che siamo disposti a pagare per un singolo clic
  2. CPC EFFETTIVO: è più basso sulla base dell’andamento dell’asta
  3. CPC MEDIO: cpc effettivo totale / clic totali
    • Conversione: determinata azione che vogliamo che un utente che arriva nella nostra pagina faccia (es. compila un form, acquista un prodotto ecc);
    • Tasso di conversione (espresso in percentuale): n° di conversioni / n° di clic sull’annuncio;
  • ROI %: profitti netti / investimento x 100;
  • ROAS: entrate provenienti dalle campagne ads / costo della campagna Google x 100;
  • Posizione media: dato medio su quale posizione copre il nostro annuncio. Se la nostra posizione sarà compresa tra i valori 1 e 8, saremo in prima pagina, mentre per valori da 9 a 16 saremo in seconda. AD RANK: cpc max / quality score;
  • Costo per conversione medio: spesa pubblicitaria (€) / numero di conversioni;
  • Quota impressioni (QI): impressioni / impressioni idonee TOT.

Conclusioni

Google Ads Start serviva da introduzione all’argomento Google: seguiranno ulteriori articoli di approfondimento in merito a temi più specifici.

Se vuoi approfondire ulteriormente, puoi visitare il sito dell’Academy di Google (è gratuito): clicca qui.

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Scritto da

Francesco Vitiello

Sono il Co - Founder & Digital Strategist di Now Social, network di professionisti del Digital a supporto delle PMI italiane.

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