Amore e Marketing: cosa hanno in comune?

INDICE:

La festa degli innamorati

È da po’ che è passato San Valentino, il giorno degli innamorati, il giorno delle uscite a cena in coppia o del weekend romantico in baita. Tuttavia, essendo un single in sessione non ho avuto tempo per queste cose, dovevo preparare l’esame di Marketing!

Ma girando qua e là sui social nei momenti di pausa dallo studio, scorrendo tra tutti i post e le notizie relativi all’ammmore e le pubblicità che mi offrivano l’esperienza perfetta da condividere con la mia metà (la caffeina), non ho potuto non notare alcune somiglianze tra la materia che stavo studiando e ciò che mi circondava.

Amore e Marketing sembrano due concetti apparentemente molto diversi, ma in realtà nascondono alcune caratteristiche quasi identiche se applicate ai rispettivi ambiti. In questo articolo ne andremo a scoprire un paio.

Bisogni e Desideri

Partiamo da qualche definizione. La Treccani definisce l’amore così: “Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia”. Potremmo dire quindi che è un sentimento, una sensazione interiore, che si traduce in desiderio verso altre persone con le quali vorremmo passare del tempo perché evidentemente ci piacciono e ci fanno sentire felici.

Adesso, invece, vediamo la definizione di marketing. Tra le tante che circolano in giro, ho voluto scegliere quella di Philip Kotler, uno dei padri di questa disciplina, relativamente banale ma esplicativa: “Il marketing consiste nell’individuazione e nel soddisfacimento dei bisogni umani e sociali”.

Anche qui, quindi, sono presenti i bisogni delle persone. Tuttavia, per un’azienda che vuole avere successo e vincere nella competizione con le altre non basta solamente soddisfare i bisogni dei propri consumatori, deve andare oltre. Deve trasformare quei bisogni in desideri, altra parola in comune con l’amore.

Se infatti il processo d’acquisto di un bene o servizio nasce da un bisogno (fame, sete, svago, doversi muovere), ossia qualcosa di necessario insito nell’animo umano e non soddisfatto, le aziende che hanno veramente successo riescono a tradurre questo bisogno in desiderio: vale a dire la volontà di acquistare da una determinata marca piuttosto che un’altra.

Per capirci meglio, il bisogno di mangiare può essere soddisfatto mangiando un frutto, un piatto di pasta o una fettina di carne, mentre il desiderio è quando sentite un languorino e vorreste ordinare dalla vostra pizzeria preferita perché non avete solo fame, avete voglia di quella specifica pizza.

In questo senso, un efficace campagna di marketing vi permette di posizionarvi nella mente dei consumatori come la prima (e magari unica) scelta per cui opteranno quando sentiranno un determinato bisogno. Cosa c’entra con l’amore? Beh, il bisogno di compagnia o di passare del tempo con qualcuno a noi caro può essere soddisfatto in tanti modi diversi, ma spesso la persona amata è la prima scelta e dovrete lavorare a fondo per far si che anche voi lo siate, perché molto spesso conquistare l’amore di un’altra persona è un’ardua competizione.

Capacità di ascolto e di comunicazione

Sempre partendo dalle definizioni date sopra, in una relazione è fondamentale saper ascoltare il proprio partner, dargli attenzioni, capire i suoi bisogni e saper leggere tra le righe. Ci deve essere complicità e uno sforzo da ambo le parti per poter portare avanti un rapporto sano e duraturo.

Delle volte sicuramente ci saranno delle incomprensioni, ma bisogna avere pazienza e saper comunicare i propri punti di vista in modo chiaro e preciso, sennò si rischia che una scaramuccia diventi una lite accesa.

Cercare sempre il partner, interromperlo quando ha da fare e bombardarlo di messaggi e chiamate non è esattamente il massimo, non bisogna apparire pesanti, bisognosi e invadere gli spazi altrui. Invece, è molto più salutare sentirsi ogni tanto, vedersi in base alle esigenze di entrambi e, soprattutto, dare senza aspettarsi nulla in cambio.

Per il marketing il discorso non troppo diverso e vale anche per il rapporto tra un’azienda e i suoi consumatori: una volta conquistati, i clienti vanno sempre ascoltati per mantenere vivo il rapporto. Un brand deve sempre tenere le orecchie aperte e ascoltare le possibili lamentele dei suoi clienti, i loro bisogni e un mutamento degli stessi. Deve essere capace di cambiare e adattarsi ai vari contesti, tuttavia mantenendo sempre una comunicazione chiara tale da riuscire a trasmettere i propri valori e la propria Unique Value Proposition (il motivo per cui le persone dovrebbero scegliervi).

Bisogna sicuramente comunicare, far conoscere i propri prodotti e iniziative, ma pubblicare 4 post al giorno sui social, mandare mail in continuazione alla newsletter e mitragliare i clienti con pubblicità su qualsiasi piattaforma non è certamente una strategia efficace. Bisogna saper dosare la comunicazione e non apparire come se volessimo sempre vendere qualcosa a qualcuno. Se diamo valore a un cliente, meglio se non richiesto e quando non se lo aspetta (come una sorpresa al proprio partner), allora è lì che si ricorderà davvero di noi e incrementeremo la nostra Brand reputation.

Le aziende si comportano come i single

Per quanto riguarda i single che sono in cerca di una persona speciale, diverse sono le azioni che portano una semplice conoscenza ad approfondirsi meglio e poi magari sfociare in una relazione. Allo stesso modo un’azienda con pochi clienti e che vuole farsi conoscere meglio da più persone avrà a disposizione svariate leve di marketing.

L’analisi del mercato e la scelta del target: per cominciare bisogna capire con chi si vuole approfondire la conoscenza, di fatti non è possibile dare attenzioni e impegnarsi a incontrare troppe persone, altrimenti si rischia di non essere abbastanza per nessuno. In maniera simile, alla base di un’efficace strategia di marketing vi è la fase di analisi e segmentazione del mercato al fine di scegliere il proprio target.

Il posizionamento: in amore, una volta conosciuta la persona, bisognerà saper comunicare chi siamo, le nostre esperienze, i nostri valori e al contempo farci percepire come differenti dagli altri individui che potrebbe conoscere, mostrandole che abbiamo qualcosa in più. In questa fase della conoscenza è utile mostrare i propri pregi e ammettere, magari scherzandoci su, i propri difetti, perché si sa: nasconderli è inutile, tanto prima o poi vengono fuori.

Nel marketing, una volta individuato il target di riferimento, si procede con il posizionamento del proprio brand, ossia la costruzione nella mente del consumatore di una specifica immagine del proprio marchio, tentando di differenziarsi dalla concorrenza. Ogni prodotto presenta pro e contro, e un’azienda dovrebbe conoscerli attentamente entrambi per poter puntare nella comunicazione sugli elementi di forza e prevenire possibili minacce o danni di reputazione derivanti da eventuali debolezze della propria offerta.

La decisione: una volta che l’altra persona avrà capito che siamo fatti per lei e riconosciuto il nostro valore (e viceversa), potrà ufficialmente nascere la relazione. Nel marketing questa fase corrisponde alla decisione d’acquisto da parte dei clienti che scelgono il nostro brand.

Partner/Brand loyalty: bene, tutto finito? No, bisognerà mantenere lo stesso livello di attenzione e impegno nei confronti del partner per rispettare le aspettative e promesse createsi durante il periodo di conoscenza. Solo in questo modo la relazione continuerà nel tempo e si potrà avere un rapporto di lealtà e fiducia.

In maniera non troppo dissimile, una volta che il consumatore riconosce che il nostro prodotto e servizio è il migliore per lui, la customer journey non terminerà immediatamente.

Occorrerà intanto che l’acquisto rispetti gli standard e le aspettative del cliente e, successivamente, continuare ad ascoltare lo stesso tramite feedback, recensioni, servizi post-vendita e programmi di fidelizzazione al fine di sviluppare una relazione duratura con gli acquirenti e far sì che parlino bene di noi.

Conclusioni

Le parole amore e marketing non sembrano immediatamente collegate, ma se andiamo oltre la superficialità possiamo riconoscere che i meccanismi sottostanti di entrambi non sono del tutto dissimili, anzi, si riscontrano parecchi punti in comune.

Partendo dai concetti di bisogno e di desiderio, entrambi poi necessitano un continuo ascolto dell’altro (che sia il partner o il consumatore) per essere efficaci e duraturi.

Conoscere approfonditamente la persona che abbiamo davanti, imparare a soddisfare le sue richieste, comunicare nei modi e tempi giusti per poter trasmettere il nostro valore e sviluppare un legame basato sul rispetto e la fiducia reciproci. Alcune volte nella vita troviamo persone che ci stravolgono, ce ne innamoriamo e desideriamo passare del tempo con loro perché ci fanno essere felici e vogliamo che anch’essi lo siano, gli siamo fedeli e li rispettiamo.

Allo stesso modo ci sono persone che difenderanno determinati brand a cui sono affezionati a spada tratta (penso a Disney, Apple, la squadra del cuore), gli saranno fedeli e quando acquisteranno un loro prodotto ne saranno entusiasti.

A descrivere questi aspetti, non saprei se sto parlando di amore o di marketing.

Magari non c’è bisogno di effettuare una distinzione così netta tra i due, a mio avviso possono camminare uno accanto all’altro, come fanno le persone che si amano.

👉 Collegati col nostro Salvatore su LinkedIn.

Scritto da

Salvatore De Marco

Sono Salvatore, ho 20 anni e studio economia alla LUISS. Da un paio di anni, oltre agli studi universitari, ho cominciato ad interessarmi di marketing e dell'economia comportamentale.
Adoro studiare e scoprire cose nuove e, in particolare, capire il perché. Questa voglia di novità mi ha portato alla Digital Combat Academy dove, oltre ad aver conosciuto persone fantastiche, ho mosso i primi veri passi nel mondo del digital.

Commenti | Nessun commento

Lascia un commento